Progetto


Scritture in Mostra
estratto dal progetto presentato alle Fondazioni 
DALL'INTERCULTURA ALLA COESIONE SOCIALE

I rapporti fra differenti culture
“Il cittadino americano medio si sveglia in un letto costruito secondo un modello che ebbe origine nel vicino Oriente, ma che venne poi modificato nel Nord Europa. Egli scosta le lenzuola e le coperte che possono essere di cotone, pianta originario del vicino Oriente, o di lana di pecora, animale addomesticato sempre nel vicino Oriente (…)
Mentre fuma legge le notizie del giorno, stampate in un carattere inventato dagli antichi Semiti, su di un materiale creato  in Cina e secondo un procedimento di origine tedesca.
E mentre legge i resoconti dei problemi che si agitano all'estero, con un linguaggio indoeuropeo finalmente ringrazia una divinità ebraica di averlo fatto al cento per cento americano”.
Questo estratto da un celebre brano, pubblicato nel 1936 dall’antropologo statunitense Ralph Linton, mette in evidenza una delle problematiche relative alle relazioni fra culture: la mancata conoscenza degli elementi di comunanza e integrazione fra elementi materiali e immateriali di differente origine territoriale.
Egualmente problematica è la mancata conoscenza e valorizzazione degli elementi di diversità culturale: le modalità con cui popolazioni altre rispetto alla propria rispondono a problemi simili spesso vengono ritenute di livello scientificamente inferiore o comunque scarsamente interessanti.

La scrittura, fra comunanze e differenze culturali
Il riconoscimento delle comunanze e della pari dignità delle differenze è quindi un passaggio cardine per il dialogo e il reciproco riconoscimento tra le culture.
Un ambito all’interno del quale la comunanza nel bisogno generale (assicurare la trasmissibilità delle conoscenze) e la diversità di soluzioni culturali adottate sono facilmente rintracciabili è la scrittura. Seppure in tempi storici diversi, sulla base dell’influenza di processi orali differenti e vivendo una relazione dialettica ogni volta diversa con i supporti di cui servirsi, la maggioranza delle popolazioni umane ha sentito la necessità di fissare la propria storia e la propria cultura con modalità che le rendessero conoscibili alle generazioni successive. In linea molto generale si può quindi affermare che la scrittura ha risposto a un bisogno transculturale, sebbene nello specifico le modalità concrete con cui le diverse popolazioni hanno proceduto siano state originali. La traduzione dei concetti in forme grafiche ha dato vita a pittogrammi, ideogrammi e fonogrammi e a loro differenti combinazioni. La varietà è presente anche nella creazione degli alfabeti (la forma più sintetica ed efficace di fonogrammi): nella stessa Europa odierna convivono in forma largamente diffusa due alfabeti il latino e il cirillico. Attualmente nel territorio interessato dal progetto sono presenti persone immigrate portatrici di almeno 5 fra le più importanti forme di scrittura sviluppate nel corso del tempo: la scrittura araba, cinese, cirillica, indiana e latina (senza dimenticare la scrittura dei dialetti locali, ciascuno con specifici problemi di resa grafica rispetto all’italiano e senza dimenticare la presenza di persone portatrici di una forte tradizione di cultura orale, come ad esempio l’area senegalese, interessante per un confronto comparativo sulle modalità di trasmissione del sapere)

Le prassi metodologiche per l’inclusione e la coesione sociale
La pratica del laboratorio condotto seconda modalità partecipative e inclusive e’ una metodologia eccellente per arrivare al reciproco riconoscimento e alla coesione sociale (come testimonia la ricca prassi e le teorizzazioni che fanno capo tra l’altro alla pedagogia dell’oppresso e al pensiero di Paulo Freire, nonché all’educazione popolare). Il lavoro comune richiede conoscenza reciproca, interazioni continue, riflessioni di gruppo e una condivisione degli obiettivi. Le tecniche di conduzione laboratoriali basate sull’emersione degli obiettivi individuali e di gruppo, sulla costruzione della visione comune, sul brainstorming, sul focus group, sulla costruzione comune delle agende di lavoro si rivelano estremamente adatte per stimolare processi inclusivi e di coesione anche verso soggetti più deboli e meno abituati alle attività collettive

Scritture e laboratori: contenuti e metodi per l’inclusione e la coesione sociale
Un laboratorio partecipativo e interculturale sull’origine delle differenti scritture che ne sottolinei comunanza e differenze e’ un esempio di lavoro comune su un contenuto culturale sia archetipico sia molto diffuso nel quotidiano delle persone. Tanto la metodologia, quanto il contenuto appaiono pertanto adatti a promuovere la coesione sociale fra le diverse culture nazionali presenti in un territorio.

Le potenzialità delle biblioteche
La biblioteca e’ uno dei luoghi per eccellenza della/e scrittura/e ed e’ potenzialmente uno spazio aperto al confronto fra tutte le differenti persone che abitano un territorio per le sue caratteristiche di luogo pubblico, gratuito, e di potenziale facile accessibilità. Paradossalmente la biblioteca già in sé presenta le stesse attrattive dei “non luoghi” (ipermercati, piazze virtuali …) che si presentano così attrattive per gli stranieri: è uno spazio di accesso gratuito, di possibile socializzazione, climaticamente protetto, che offre una notevole quantità di scaffali e non discrimina alcuna persona relativamente all’accesso. In più la biblioteca dispone di personale competente e disponibile, nonché (almeno in alcuni casi) fornisce un servizio di connessione a internet (particolarmente ambito dagli stranieri).
Date queste caratteristiche la biblioteca può quindi essere il luogo adatto per un lavoro comune e partecipativo tra le diverse comunità nazionali presenti sul territorio che promuova inclusione e coesione sociale.

IL CONTESTO


Il rapporto fra biblioteche e utenza straniera
Relativamente al rapporto tra le biblioteche citate e l’utenza straniera occorre innanzitutto dire che non sono mai state fatte indagini con strumenti scientifici di rilevazione quantitativa, eccezion fatta per ciò che riguarda le acquisizioni di patrimonio successive al 2006. Attraverso le interviste a 7 bibliotecari della Brianza comasca è stato comunque possibile appurare un’utenza specifica tendenzialmente in linea con la percentuale di stranieri presenti sui territori e quindi in generale crescita ,con specifici aumenti di alcune comunità è importante rimarcare tuttavia come questi numeri siano dovuti in gran parte a ragazzi e ragazze che frequentano la scuola dell’obbligo.
Per rispondere alle richiesta della nuova utenza, negli ultimi 3 anni le biblioteche della Brianza Comasca hanno visto l’apertura di scaffali interculturali o quantomeno di sistemi di catalogazione e collocamento delle unità che ne permettono un’immediata individuazione da parte degli utenti stranieri. E’ da segnalare il fatto che tra il 2007 e il 2009 sono stati spesi dalle diverse biblioteche del Sistema della Brianza comasca un totale di 25.000 euro per testi specificamente destinati all’utenza straniera. La stessa collocazione dei testi (nuovi ed esistenti) è stata ripianificata in funzione della composizione delle comunità straniere presenti sui territori, ad esempio ad Arosio sono stati recentemente collocati i volumi in lingua portoghese.
Il Sistema bibliotecario della Brianza comasca ha inoltre realizzato tra settembre 2008 e maggio 2009 I Fiori di Babele, una rassegna  in tredici appuntamenti (letture, incontri con gli autori, spettacoli teatrali, danza, musica, e tradizioni gastronomiche) per la promozione dei testi  di narrativa e saggistica nelle principali lingue europee ed extraeuropee: (39 lingue in totale, tra cui inglese, francese, spagnolo, portoghese, tedesco, russo, rumeno, albanese, arabo, cinese, giapponese) che in questi ultimi tempi hanno arricchito il catalogo collettivo delle biblioteche del Sistema rivolgendosi sia agli adulti, sia ai ragazzi (è attualmente in fase di invio in tipografia il libretto con il catalogo completo delle nuove acquisizioni).

La biblioteca comunale di Como, con il Sistema Bibliotecario Intercomunale di Como (SBIC) che si caratterizza in ambito regionale per la diversa titolarità delle biblioteche di appartenenza, tra cui alcune private e due di scuole superiori pubbliche (Liceo Classico Volta di Como e Istituto Magistri Cumacini), si è fatta promotrice, in anni recenti (2004-2007), di progetti quali Lo scaffale multiculturale (con l’open day domenicale delle biblioteche in collaborazione con il coordinamento dei mediatori culturali di Como) e il progetto: Le voci dal mondo. Viaggio alla scoperta della musica etnica, che ha coinvolto tutte le biblioteche di pubblica lettura dello SBIC. Ogni anno viene realizzata una mostra fotografica su un paese legato a una comunità straniera di continenti extraeuropei, accompagnata di una conferenza e dall’acquisto di libri a tema.
Tra le iniziative più importanti, Il loto e il grattacielo , realizzata in collaborazione con l’associazione CARACOL e il consolato generale della Cina a Milano. Questa iniziativa comprendeva un convegno, proiezioni cinematografiche, attività per bambini, acquisto di libri in lingua cinese e l’esposizione di splendide miniture cinesi del sec. XIX possedute dalla Biblioteca comunale.
Anche per il progetto Lo scaffale multiculturale, è stata prodotta una bibliografia dei libri acquistati nelle lingue sulla quali si è lavorato, collocata in un’apposita sezione - lo scaffale multiculturale – situata fisicamente presso la Biblioteca di Brunate ma disponibile a tutto il territorio.
Entrambi i progetti, oltre alle attività di animazione bibliografia e musicale, la narrazione di storie per i bambini in più lingue, hanno contemplato l’acquisto di volumi; VHS (spesso la cinematografia africana è prodotta solo in questo formato) , DVD e CD musicali.
E’ importante rilevare la vocazione universale della Biblioteca comunale di Como, biblioteca capoluogo di provincia aperta al pubblico da oltre tre secoli. Le collezioni della comunale di Como contemplano i classici delle letterature straniere nelle loro lingue originali, per un totale di oltre 27.000 titoli tra saggistica e narrativa, teatro e poesia, ai quali si sono aggiunti recentemente  alcuni fondi di narrativa.
Grazie all’importante fondo storico, gli utenti stranieri della biblioteca comunale di Como, possono avere disponibili, per i loro studi, preziose fonti di informazione sulle civiltà del mondo, attraverso resoconti di viaggi, atlanti, descrizioni geografiche e antropologiche, a partire da antichi libri a stampa del sec. XV.
La Biblioteca comunale dà spazio alle comunità locali per iniziative culturali volte alla conoscenza, l’integrazione e la valorizzazione delle culture rappresentate nel territorio comasco. Tra queste, si ricorda l’iniziativa Natale in Moldova, che ha visto l’esibizione di un coro femminile moldavo, letture e ricordo dei riti popolari legati al Natale.
La Biblioteca comunale di Como ha un’ampia e attrezzata sala ragazzi, dove vengono svolte le attività per questa particolare categoria di utenza che rappresenta una buona percentuale di iscritti al servizio. Lo spazio ampio accogliente, la capacità di relazione del personale addetto, le attività costanti di visite delle scuole e di promozione dei servizi e della lettura, fanno sì che i piccoli lettori stranieri si sentano a casa.
Sul fronte dei servizi, si fa notare come il servizio internet sia gratuito.

 

 OBIETTIVI DEL PROGETTO

Relativamente alla coesione sociale:
·         Realizzare un processo partecipativo di lavoro comune fra la comunità locale e le principali comunità straniere dei territori di Como, Arosio, Figino Serenza e Ponte Lambro attraverso pratiche partecipative di lavoro interculturale in cui siano coinvolte le principali comunità presenti sui territori (ivi compresa quella autoctona).
·         Produrre e presentare pubblicamente un prodotto culturale di alto livello scientifico e di grande potenzialità comunicativa, aumentando l’autostima complessiva dei partecipanti alla realizzazione e la loro stima reciproca.
·         Realizzare insieme alle diverse nazionalita’ coinvolte dal progetto alcuni eventi collaterali alla preparazione e alla presentazione della mostra
Relativamente all’inclusione
·         Ampliare la partecipazione alla biblioteca da parte degli stranieri adulti e adolescenti che abitano il territorio .